aprile 21, 2007

La vita è bella

Posted in personale, società a 6:40 am di Sognatrice

Abbiamo parlato di Gramsci nel corso di lingua italiana che sto frequentando. Naturalmente ho gesticolato e ho parlato di politica e sviluppo del pensiero di sinistra e comunista (io sono la specialista di politica e storia in questo corso:P). Ma abbiamo anche letto le sue “Lettere dal carcere”, cioè una lettera a suo figlio Delio su ricci e mele. Ho quasi pianto per il grande cuore di quest’uomo, per le parole calde che ha scritto a suo figlio da una situazione terribile.

Mio padre è scienziato. Quando ero bambina a volte lui era a conferenze a Mosca o a Londra o in qualche altra città, e da tutti questi posti mi scriveva lettere: brevi descrizioni delle città e della vita all’estero. Queste lettere erano molto calde e molto intime, e quando ho letto la lettera di Gramsci a suo figlio ho riconosciuto esattamente lo stesso amore enorme e incondizionato, in parole semplici ma bellissime. Sento che sono legata a Gramsci in uno strano modo, per lettere tra padre e figlio.

Ho immaginato Gramsci in prigionia, nella privazione di ogni bisogno vitale, nella privazione della discussione: l’ho immaginato sorridente nel ricordare ricci e mele e il sole della Sardegna, e come lo ha descritto a suo figlio. Chissà se Gramsci pensasse spesso alla sua infanzia in un mondo affettuoso e amichevole, chissà che non fosse proprio questa infanzia felice e il desiderio di trasmettere tale felicità a suo figlio a sostenerlo nella carcerazione.

Gramsci è uno di quelli che mi danno una enorme fiducia nell’umanità.

Vorrei sapere se si sia reso mai conto che non avrebbe rivisto ancora la Sardegna.