novembre 24, 2007

Il mio posto preferito per un caffè?

Posted in abitudini, cibo a 5:13 pm di Sognatrice

Nel buio dei pomeriggi autunnali la luce gialloarancione entra dalla finestra. La maniglia metallica della porta, un po’ umida, accanto a cui c’è una vecchia etichetta di conversione tra euro e lire. Entrando alzo la testa e l’uomo al banco diventa un po’ orgoglioso, come sempre se qualcuno visita il suo bar; qualche volta sorride, abitualmente soltanto con gli occhi. Due passi fino al banco nell’odore del caffè macinato, del vapore, delle stoffe dei vestiti degli altri ospiti, del pavimento; inconsciamente faccio un respiro profondo per non perdere niente di questa miscela di odori conosciuti.
“Un caffè, per cortesia”
L’uomo al banco forse dice qualcosa, ma non importa, perché lui non può dire nient’altro che essere felice di farlo. Comincia il clic-clac-brrrr della macchina del caffé; con un movimento speciale, di cui si riconosce che è italiano, il piattino bianco emerge sul banco, il cucchiaino lo accompagna subito.
“Prego”
Il caffè, scuro, profumato e caldo. Lo bevo, sempre con la stessa velocità – con tre-quattro sorsi – nella stessa posa, lasciando la fine nella tazza. Qualche volta guardo i giornali, qualche volta parlo con gli altri, e poi pago ed esco nelle tenebre che sembrano ora più ospitali.

novembre 18, 2007

Che cosa mi serve?

Posted in personale, società a 10:11 am di Sognatrice

Che cosa mi serva per essere cittadina – dentro me, non legalmente – è facile da spiegare. Serve la voglia e la capacità di decidere sul futuro di un determinato paese. Nel mio caso, in altre parole, devo avere la capace di dire come l’Italia potrebbe essere domani. Penso di saperlo, fino a certo limite, ovviamente, ma sufficientemente per sentirmi cittadina in senso moderno.

Ma che cosa mi serve per dire: sono italiana, sono emiliana, quando dico la verità? Basta soltanto l’amore per il paese? No, non mi sembra così. Dunque, cosa devo sapere, come devo comportarmi? Ci sono tanti aspetti diversi, è molto difficile creare qualche sistema. Quindi scrivo delle mie idee, in ordine arbitrario, di ciò che voglio sapere per essere di questo posto.

La storia popolare. Per me è molto importante conoscere i miti del posto in cui sto vivendo. I miti di persone, del paesaggio eccetera, eccetera. Purtroppo, la cultura scritta esiste in Italia da lungo tempo, quindi è difficile trovare storie folcloristiche. Ma ci sono, e in un certo lasso di tempo se ne troverà traccia nelle conversazioni quotidiane: e se si domanda, si incontrerà la storia. Il mito. La favola. Il proverbio. Sapere di gente, memoria collettiva.

Storia politica e economica. Chi e quando è stato al potere, come lo sviluppo economico si è tradotto in pensieri, come la conoscenza della gente si è sviluppata o, in termini più semplici, che cosa e quando è successo, e perché.

Geografia. Non soltanto i nomi sulla mappa, ma la conoscenza di città e paesaggi come sono nella realtà. Il profumo delle montagne, le voci nella mattina nei piccoli paesini, la sottile differenze tra città e città, montagna e montagna. La capacità di guardare una carta e sentire immediatamente la concretezza di tutto questo. La capacità di guardare una foto a caso e sapere che questa è casa.

Natura. Le piante e i funghi principali, dove crescono, che aspetto hanno, come li si può usare e come si chiamano, nella lingua ufficiale e in quella popolare e, perché no, qualche nome in latino. Gli animali/uccelli/rettili/pesci/ecc principali, dove vivono, cosa mangiano, come si chiamano.

Lingue e letteratura. Origine e storia della lingua ufficiale e dei dialetti. I libri importanti, gli autori importanti, le tematiche importanti.

Musica. Le canzoni famose, le canzone folcloriche… La conoscenza degli strumenti popolari.

Ci sono molte altre cose che ora non ricordo.
La prossima trasmissione sarà la prossima volta.
Ci leggiamo.