marzo 23, 2008

Cappuccetto Nero e il Trapassato

Posted in le mie fiabe a 8:56 pm di Sognatrice

C’era una volta una giovane ragazza che si chiamava Cappuccetto Nero e viveva a Parma. Si dice che a Parma si possano incontrare facilmente persone che si atteggiano un po’ troppo, e perciò è un posto un po’ strano. Non so se questo sia vero, ma è più che certo che Cappuccetto Nero non era né altezzosa né insensibile. Era, invece, una bella ragazza molto gentile e dolce.

Un giorno, la nostra Cappucetto Nero camminava vicino al Teatro Regio: oggi come allora c’era un grande parco pubblico presso al magnifico teatro (esattamente dove, tanto tempo fa, si trovava il monastero di Sant’Alessandro).Tutto a un tratto Cappuccetto Nero vide – tra tutte le persone felici e serene – una creatura molto strana, ancor più strana di quanto i parmigiani già non siano. La creatura piangeva.

“Come mai piangi in una bella giornata come oggi?” Cappuccetto Nero domandò.
La creatura non rispose niente.
“Ehi, piccolina” disse Cappuccetto Nero “Chi sei? Cosa t’è successo?”
“Sono il Trapassato”, rispose quella tra i singhiozzi.
“Il Trapassato..? Trapassato prossimo? Oppure il Congiuntivo Trapassato?”
“Nooo!” urlò il Trapassato e ricominciò a piangere. Cappuccetto Nero la abbracciò.
“Sono… Sono.. il Trapassato! Il Trapassato e basta! Non sono qualche subordinata del Congiugntivo o.. o..”
“Ehi! Va be’, va be’, tutto bene, non piangere!” la consolò Cappuccetto Nero. “Sei un bellissimo Trapassato, in un bel piazzale, in una bella giornata. Sorridi, nessuno ti farà del male”.
“Ma gli altri tempi non mi vogliono nel Libro di Grammatica, non vogliono il Trapassato e basta”.
“Embè?! E chi vorrebbe mai abitare nel Libro di Grammatica? Ho sempre pensato che fosse noioso, no? Dai, andiamo a vivere nel Libro delle Fiabe! È un posto veramente bello e interessante!”

Il Trapassato smise di piangere e guardò Cappuccetto Nero con gli occhi sgranati, e poi sorrise. Andarono a casa insieme e, anche oggi, vivono in un grande libro a colori di fiabe – e lì vivranno per sempre felici e contenti.

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marzo 9, 2008

Dei proverbi

Posted in abitudini, società a 8:24 pm di Sognatrice

“Peccato confessato è mezzo perdonato” è un esempio di buona idea sorta dalla cultura cattolica in Italia. Questo proverbio dice che si deve sempre dire quando si è fatto qualcosa di male; un concezione che ha molti corollari, e che fa bene alla società. A volte, per esempio, è possibile correggere le cattive azioni: ma per correggere qualcosa se ne deve conoscere l’esistenza. Ovviamente, alcune cose sono irreversibili, ma anche in questo caso si possono compensare le vittime delle cattive azioni – a patto che si sappia del problema. Parlando di problemi, possiamo imbatterci anche in un altro proverbio, “errare humanum est”; poiché tutti fanno sbagli, non dobbiamo punirci con troppa severità. Questa convinzione è molto importante per la società: se tutti sbagliano, significa che i politici, gli scienziati, gli artigiani ecc, a volte fanno cose sbagliate. In questo caso è ovvio che in un certo senso siamo tutti uguali, che nessuna persona ha meriti tali da giustificare la sua appartenenza alla “élite” in quanto migliore delle persone “comuni”. Ovviamente alcuni sanno di più di certe cose, ma questa non significa che sono persone “superiori”. Nei paesi cattolici non si sente mai dire che i politici o i ricchi siano migliori perché sono “politici” o “ricchi”, tutti sanno che questa posizione è soltanto una posizione, e non rende, per ciò stesso, qualcuno più onesto o infallibile; tutti sanno che la scienza e l’arte sono proprietà di tutti. Non è un miracolo che la Rivoluzione francese sia avvenuta in Francia e non in Inghilterra, perché anche le idee di uguaglianza sono nate in una cultura non ipocrita, dove la gente parla. Anche dei peccati.