settembre 17, 2010

La rabbia

Posted in politica, umanità tagged , , a 11:32 am di Sognatrice

Credevo di sapere. Dopo anni di televisione di Berlusconi. Dopo tutte le foto sui giornali. Tutti gli articoli su internet. Dopo vari film – soprattutto dopo “Le dame e il cavaliere”. Ho pensato di sapere cosa fosse il PdL e cosa vogliano fare al nostro paese. Ho sbagliato.

È molto più schifoso di quanto io sia mai riuscita a immaginare.

Venerdì scorso ero in strada a contestare la politica della Gelmini – siccome la Gelmini stessa ovviamente aveva paura di venire alla festa del PdL a Bologna. O forse non aveva neanche pensato di venire, forse le notizie della sua partecipazione erano date solo per vedere quanto grande sarebbe stata la protesta.

All’inizio tutto andava come previsto – cinque ore prima della festa Piazza XX settembre era già piena di carabinieri (ma cosa, siamo in guerra? Beh, forse sì…), mezz’ora prima dell’inizio previsto per la nostra manifestazione, la polizia ha cercato di bloccare varie strade, per non lasciarci riunire sulle scalinate del Pincio o qualsiasi posto vicino alla festa – ma alla fine ce l’abbiamo fatta lo stesso, senza violenza (anche se con corsa tra i quartieri). Mi dispiace che questo sia diventato “prevedibile”, perché non dovrebbe essere così, è vergognoso: ma prevedibile.

A un certo punto, quando alla festa erano finiti i discorsi – accompagnati dal nostro dissenso – e quando ce ne stavamo quasi per andare, si sono sentite alcune grida “Corteo! Corteo!”, e anch’io ho fatto due passi verso la città, verso la via dalla festa. Ed è cominciato la musica. Sul palco c’erano… le ragazze, vestiti solo di mutande e piume, con sorrisi da porno star, che cominciavano a “ballare” – e tra loro gambe si vedevano i vecchi della festa, seduti in prima fila, dagli occhi bavosi e sbrilluccicanti…

Siamo arrivati tutti insieme e nello stesso momento abbiamo gridato “vergogna!”. Perché solo questo si poteva dire, perché era vergognoso, non era umano, era vergognoso essere là in quel momento, andare sul palco conciate in quel modo, guardarle era vergognoso, come è vergognoso che esista un partito, il partito del presidente del consiglio, che definisce quella roba “divertimento”. Per cui quel tipo di show è “normale”. Per un attimo solo ho sentito la voglia di dimenticare quella fila di carabinieri e i recinti metallici, mi sono sentita di correre là in mezzo e spaccare tutto. Come in Berserk. Ovviamente non l’ho fatto, non sarebbe stata certo una buona soluzione. Eppure la scena era così rivoltante…

In televisione è facile, si può sempre cambiare canale. Si può chiudere il televisiore. Al cinema è facile, le immagini sono solo bidimensionali, al cinema c’è sempre la possibilità di staccarsi dallo schermo e guardare gli altri spettatori – tornare alla realtà. E per questo, anche i migliori film, anche gli show televisivi più disgustosi non fanno la stessa impressione di ciò che si vede nella realtà.

A proposito, una volta sono stata in uno strip-club – per fare un documentario. Là era diverso. Il significato era diverso, il posto nella società di quel locale era diverso. Non sono una moralista borghese (tutt’altro), non è che mi sentivo male perché ho visto donne nude…

Stavo – e direi che posso dire stavamo – male perché quelle ragazze di plastica era la visione del futuro (presente?) dell’Italia voluto da Berlusconi. Lui vorebbe rendere noi come quelle ragazze. Lui forse anche adesso ci vede come quelle ragazze (e per questo dice “sposate i ricchi”). I berlusconiani non vedono la bellezza dei nostri portici, la storia della stessa piazza dove stanno festeggiando, tutto quello che, per secoli, è stato creato proprio qua da artisti e pensatori magistrali – la cultura, la ragione, l’umanità devono essere mascherate con barbie da carnevale, per sfuggire alla cultura immanente che trasuda da ogni pietra delle nostre città, proprio per non vedere, per creare solo un impero di schiavi, di buffoni di corte che esistono solo per il divertimento di pochi eletti.

Era il futuro dell’Italia sognato da Berlusconi che abbiamo visto prendere corpo là sul palco. E per questo ero colpita, ho provato nausea, e sono arrabiata anche adesso.

Ma sono anche felice per questa rabbia. È la rabbia di cui parlava Pasolini. Quella rabbia che è indistruttibile, quella rabbia che ti fa agire, pensare, creare, lottare. Non permetterò mai che qualcuno renda l’Italia come quel palco.

In certo senso è molto facile. Noi stessi dobbiamo restare umani. Non pensare che questo sia normale. Non pensare nemmeno che sia normale che i carabinieri cerchino di “provocare” i manifestanti. Che manisfestare il proprio pensiero sia qualcosa di “sporco” o inutile. La prima lotta è dentro noi stessi.

Restare umani.

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